Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): all’Ospedale di Alzano Lombardo un modello di cura avanzato tra terapie biologiche, ambulatorio infusionale dedicato e telemedicina

 

ALZANO LOMBARDO (BG) L’ASST Bergamo Est rafforza la presa in carico dei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) con l’attivazione e il potenziamento di un modello assistenziale innovativo presso l’Ospedale di Alzano Lombardo. Il presidio, parte integrante della Struttura Complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Bolognini di Seriate, diretto dal dott. Elia Armellini, dispone oggi di un ambulatorio dedicato che integra terapie farmacologiche di ultima generazione, percorsi diagnostico-terapeutici strutturati e strumenti di monitoraggio digitale. L’iniziativa nasce per rispondere alla crescente diffusione di patologie come Morbo di Crohn e Colite Ulcerosa, che richiedono una gestione specialistica continuativa e altamente personalizzata. Le MICI colpiscono prevalentemente in età giovane-adulta e hanno un andamento cronico caratterizzato da fasi di riacutizzazione e remissione. Per questo motivo la loro gestione non può limitarsi al trattamento dei sintomi, ma richiede un percorso di cura strutturato e continuativo. Il modello organizzativo adottato presso l’Ospedale di Alzano Lombardo si basa su una stretta integrazione tra ospedale e territorio e su percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) coordinati da un’équipe multidisciplinare composta da gastroenterologi, infermieri dedicati e altri specialisti coinvolti nella gestione della malattia. L’obiettivo è raggiungere e mantenere la remissione clinica e mucosale della patologia, riducendo il ricorso ai corticosteroidi e migliorando gli esiti a lungo termine, con un’attenzione particolare alla qualità della vita dei pazienti. Tra le principali novità vi è l’attivazione di un ambulatorio per le terapie infusionali dedicato esclusivamente ai pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. Il nuovo spazio è stato progettato per rispondere a criteri specifici di sicurezza, distanziamento e comfort per i pazienti. L’area è dotata di 3 postazioni infusionali e consente di gestire in modo più efficiente i trattamenti dei circa 200 pazienti con MICI seguiti dall’ASST Bergamo Est. La nuova organizzazione permette di garantire ambienti dedicati e percorsi assistenziali più adeguati a chi deve sottoporsi con regolarità alle infusioni terapeutiche, migliorando al tempo stesso la qualità dell’accoglienza e la flessibilità della programmazione. Negli ultimi anni il trattamento delle MICI ha conosciuto importanti progressi grazie allo sviluppo di farmaci biologici e di nuove molecole mirate. “I farmaci biologici possono essere somministrati, a seconda delle indicazioni cliniche, tramite infusione endovenosa generalmente una volta al mese o ogni due mesi, oppure attraverso iniezioni sottocutanee che il paziente può effettuare anche a domicilio, spiega il dott. Armellini. Si tratta di farmaci ottenuti grazie all’ingegneria biotecnologica che hanno rappresentato una vera svolta nella cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Grazie a queste terapie molti pazienti affetti da colite ulcerosa o malattia di Crohn in forma moderata o grave riescono oggi a raggiungere una remissione completa della malattia – clinica, radiologica ed endoscopica. Questo si traduce in un miglioramento significativo della qualità della vita e in una riduzione del rischio di complicanze a lungo termine e della necessità di ricorrere a interventi chirurgici. La ricerca scientifica in questo ambito è particolarmente attiva. L’Unità IBD dell’ASST Bergamo Est è attualmente coinvolta in numerosi studi. Accanto all’innovazione terapeutica, il modello assistenziale prevede anche l’introduzione di strumenti di telemedicina per il monitoraggio dei pazienti. Attraverso piattaforme digitali e applicazioni dedicate sarà possibile raccogliere dati clinici e questionari compilati direttamente dai pazienti, permettendo ai medici di valutare a distanza l’andamento della malattia. Questo approccio consente di individuare più precocemente eventuali riacutizzazioni, intervenire tempestivamente con modifiche della terapia e ridurre gli accessi ospedalieri non necessari, con vantaggi sia per i pazienti sia per l’organizzazione dei servizi. “L’obiettivo non è soltanto curare la patologia, ma accompagnare il paziente nel suo percorso di vita. L’integrazione tra innovazione terapeutica, monitoraggio digitale e organizzazione assistenziale consente di trasformare la gestione delle MICI da un modello reattivo a uno sempre più preventivo e personalizzato” - conclude la dott.ssa Paola Cosimo, gastroenterologa dedicata all'ambulatorio MICI dell'ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano L.do. La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono patologie che interessano prevalentemente le fasce più giovani della popolazione. Il picco di incidenza si colloca infatti tra i 15 e i 45 anni, anche se negli ultimi anni si registra un aumento dei casi in età pediatrica e adolescenziale. In Italia si stima che le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali siano circa 200 mila. Conclude il direttore generale dell'Asst Bergamo Est, dott. Marco Passaretta:“Le malattie infiammatorie croniche intestinali rappresentano una sfida complessa per i sistemi sanitari contemporanei, perché richiedono continuità assistenziale, elevata specializzazione clinica e una forte integrazione tra innovazione terapeutica e organizzazione dei servizi – sottolinea il Direttore Generale dell’ASST Bergamo Est, dott. Marco Passaretta –. Il percorso sviluppato presso l’Ospedale di Alzano Lombardo va esattamente in questa direzione: non si tratta solo di introdurre nuove terapie o tecnologie, ma di costruire un modello di presa in carico capace di accompagnare il paziente nel tempo, integrando ricerca clinica, assistenza e strumenti digitali. In questo modo rafforziamo la capacità del nostro sistema sanitario di rispondere a patologie croniche sempre più diffuse, offrendo ai pazienti percorsi di cura evoluti, personalizzati e realmente centrati sulla loro qualità di vita”. Accanto alle attività cliniche e assistenziali, l’ASST Bergamo Est promuove anche iniziative di sensibilizzazione dedicate alle malattie infiammatorie croniche intestinali. Grazie alla collaborazione con l’Associazione A.M.I.C.I. Italia, impegnata nello sviluppo di servizi e strumenti di supporto per le persone affette da colite ulcerosa e malattia di Crohn, sei opere della mostra fotografica “Invisible Body Disabilities” sono state installate presso l’Ospedale di Alzano Lombardo. Le immagini rappresentano una prima anticipazione della mostra completa, che sarà allestita nel mese di maggio nella hall dell’Ospedale Bolognini di Seriate, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, pazienti e operatori sanitari sulle cosiddette “disabilità invisibili”, tra cui rientrano le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali.

 

 

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